Presentato da Abio un documento che riassume i diritti dei piccoli pazienti. Testimonial d’eccezione: Beppe Severgnini 


 


Diritto allo studio e al gioco, anche per i piccoli che “abitano” in ospedale. Questi temi affrontati dalla Carta dei Diritti dei Bambini e degli Adolescenti in ospedale, promossa dalla Fondazione ABIO (Fondazione per il bambini in ospedale) in collaborazione con la Società italiana di Pediatria. Dieci punti per dare una possibilità a tutti di crescere in un ambiente ostile come l’ospedale.


L’intento del documento – che fa riferimento alla Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del 1989 – è garantire ai piccoli pazienti, oltre alle cure più appropriate, anche il diritto al gioco e allo studio, mentre alla famiglia deve essere in ogni modo assicurato il massimo coinvolgimento sulle decisioni terapeutiche e la diagnosi relativa allo stato di salute dei loro figli.


“Alcuni dei diritti esposti nella Carta, sembrano scontati – ha spiegato Beppe Severgnini, giornalista-scrittore e testimonial della campagna di sensibilizzazione – come la permanenza dei genitori accanto al bambino in ospedale. Ma non c’è solo questo. I bambini e gli adolescenti hanno il diritto a essere ricoverati in un reparto di pediatria insieme ad altri ragazzi, mentre una stanza giochi deve sempre essere disponibile per i più piccoli. Oltre all’assistenza medica, hanno diritto anche a un sostegno psicologico, scolastico e culturale, vista la presenza di tanti giovani pazienti stranieri in ospedale”.


La Carta dei Bambini in ospedale – che si declina in dieci punti – verrà diffusa da ABIO presso le strutture ospedaliere che aderiranno all’iniziativa e nei reparti dove operano i volontari dell’associazione e sarà promossa da una campagna informativa, che avrà come testimonial Beppe Severgnini e gode del patrocinio del Ministero della Salute, del Ministero della Solidarietà Sociale e delle Politiche per la Famiglia.


 


tratto da VITA

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